Da alcuni anni il panorama culturale è pieno di scrittori che invece di limitarsi a "scrivere opere con un intento artistico"(definizione di scrittore) si occupano sempre più spesso di questioni burocratiche e prendono parte a convegni e festival letterari e filosofici.
Questi eventi, che sono anche parecchio redditizi, consistono nel dare la possibilità ai lettori di ascoltare dal vivo i loro autori preferiti chiarire alcuni punti delle loro opere e parlare della loro visione del mondo e, spesso, di loro stessi.
Ma pochi si ricordano che ci sono stati grandi autori nel passato che, per diversi motivi, hanno praticato la non-scrittura ma che tutti sentono come scrittori per il loro modo di porsi verso la realtà.
Ecco tre "autori" che hanno avuto come caratteristica quella di non presenziare o di cercare di fuggire dal panorama editoriale:
Socrate → filosofo greco del v secolo. Non scrisse nulla poichè era convinto che la scrittura fermasse la ricerca, viene poi amorosamente "tradito" dal suo discepolo Platone che scrisse parecchi dialoghi dedicati a lui.
Rimbaud→ poeta maledetto francese, scrisse tutto ciò che aveva da scrivere fin verso ai venti anni di età poi più nulla: diciassette anni di silenzio letterario.
J. D. Salinger→ dopo la pubblicazione nel 1951 del suo libro culto "il giovane Hoden" si ritirò in un piccolo paesino e dal '65 in poi non pubblicò più nulla e sparì dalla circolazione.
Con Salinger appunto chiudiamo questa piccola lista di personalità che non hanno avuto bisogno di "spiegarsi" e che pur mantenendo per tutta la vita le distanze dal mondo editoriale sono rimaste nel cuore e nella mente dela gente.
Emma Schiaffino, Giovanni Blandino






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