Chi Siamo

Siamo 28 ragazzi della stessa classe che si improvvisano giornalisti del web

#56Chapters

56 articoli, 28 ragazzi, in un solo blog

Infiniti argomenti

Da Lady Gaga alle missioni spaziali, qui troverete di tutto

Non solo notizie

Diamo voce alle nostre idee

Visualizzazione post con etichetta attualità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta attualità. Mostra tutti i post

mercoledì 10 dicembre 2014

Noi Giovani d'oggi

I GIOVANO D'OGGI NON SONO PIU' COME QUELLI DI UNA VOLTA?

   Sono infinitamente afflitto e amareggiato ogni qual volta vedo vagare queste parole tra le idee e le convinzioni di molti adulti pressoché vecchi i quali, però, bramosi di manifestare la loro saggezza, figlia delle esperienze passate, ottengono l'esatto contrario, cioè quello di dimostrare la loro grande ignoranza. Detta ignoranza è causata dalla mancata percezione di trovarsi in un presente totalmente dissomigliante da un passato non troppo lontano, 40 – 50 anni fa.
   Ogni mancato adempimento da parte di un giovane alle richieste di un adulto è, per quest'ultimo, indice di presunta deficienza dei “teenager”, inesistente durante la propria giovinezza.
   Ma ciò che per molti adulti è simbolo del vuoto all'interno delle azioni, esperienze e conoscenze dei ragazzi adolescenti principalmente da quali fattori è causato?
   E' assai arduo tracciare un discorso ridotto all'essenziale e al tempo stesso esauriente, ma sicuramente con le parole di Padre Pino Puglisi è possibile riassumere in un esempio. La sintesi del suo pensiero è questa:
“immaginiamo di essere in un circo con un trapezio al centro. Un trapezista si lancia, esegue tutte le figure possibili e immaginabili e mentre è in volo viene afferrato da un secondo acrobata che lo porta presso il capo opposto del trapezio. A questo punto si dia il ruolo del primo trapezista a un giovane e quello del secondo trapezista ad una personificazione della società: il giovane si lancia, mostra in aria le sue abilità e tende le braccia alla società. Ma questa non lo afferra e lo lascia cadere”.
   Questo è uno dei grandi problemi!
   I giovani adolescenti mettono tutto il loro interesse, la voglia, la fatica e lanciandosi, con le braccia aperte, mostrano il loro desiderio di essere afferrati, abbracciati, accolti. Però la società nega loro gli appigli, i punti di riferimento, i punti di contatto con la realtà e li accusa anche di essere parte del degrado sociale.
   Che civiltà è quella che non si occupa dei propri figli? Quegli stessi figli che cominciano già ad essere protagonisti di un futuro fragile e incerto.
   Che civiltà è quella che nutre ogni figlio di oggetti e non di ideali?
   Che civiltà è quella che si alza alle spalle dei propri figli?
 Se qualcuno tra i giovani tenta di dare una risposta (di per sé sinonimo di una svolta) è subito sbeffeggiato, deriso, emarginato, escluso, costretto a vivere un'esistenza precaria.
  Ma allora, come si può uscire da un vortice di vizi e mali?
  Bè il secondo trapezista deve afferrare il suo compagno; la società deve comprendere che, in un gioco di fiducia e abilità, è necessaria anche la sua collaborazione, una partecipazione che non sia passiva, di modo che lo spettacolo abbia un gran successo e il pubblico acclami e lodi le loro capacità.


Dawit Borio

lunedì 8 dicembre 2014

Emma Stone: la nuova musa di Woody Allen

Emma Stone nasce nel 1988 e comincia la sua brillante carriera di attrice televisiva nel 2004, all’età di 16 anni quando, appena trasferitasi a Los Angeles, appare in alcune serie televisive come “The New Partridge Family”, “Zack e Cody “e “Drive”. Nel 2007 debutta con il suo film d’esordio “Suxbad - Tre menti sopra il pelo” e in seguito, non solo raggiunge una certa notorietà ma, per il ruolo di protagonista nella serie tv Easy Girl, ottiene una nomination per il Golden Globe come miglior attrice e vince un premio nella categoria “miglior performance comica” degli MTV Awards. Qualche tempo dopo riceve diversi elogi da parte del pubblico e della critica per l’eccellente interpretazione del ruolo di Skeeter Phelan nell’ apprezzatissimo film “The Help”. Nel 2011 sul set di “The Amazing Spiderman” conosce Andrew Garfield con cui tutt’ oggi intrattiene una relazione sentimentale.
Emma Stone e Andrew Garfield alla presentazione di "The Amazing Spiderman"
Sulla scia di queste ultime conquiste cinematografiche, Emma prosegue la sua inarrestabile ascesa verso l’apice del successo, ricevendo il ruolo di protagonista nell’inedita commedia romantica scritta e diretta da Woody Allen, “Magic in the moonlight”. Nel film, uscito da pochi giorni nelle sale italiane -dopo una prima presentazione nel corso della 32° edizione del “Torino Film Festival”- Emma Stone compare nei panni di una giovane presunta sensitiva, Sophie; accanto a lei, Colin Firth, interpreta il ruolo di Stanley, illusionista inglese, elegante e snob, che cercherà di smascherare gli inganni di Sophie, finendo per innamorarsi di lei.
 Curioso è il fatto che nel film interpreti il ruolo di una medium che afferma di avere contatti con i defunti, e che, nella vita reale l'attrice sostenga di credere nell'esistenza dei fantasmi, dichiarando addirittura di aver avuto incontri ravvicinati del terzo tipo.
Infatti, di recente, ospite del programma statunitense “The Late Show with David Letterman”, ha rivelato pubblicamente che lo spirito del nonno defunto si manifesta con una certa frequenza; apparizioni testimoniate -a suo dire -dal ritrovamento di alcuni quarti di dollaro, monete che sarebbe proprio il nonno a donarle, data la significativa importanza che hanno per la famiglia dell’attrice.

Emma Stone nel ruolo di medium
Si sa, Woody Allen ogni anno, instancabilmente affezionato a quello che sembra essere un appuntamento annuale, fa parlare di sé con una nuova pellicola e, anche questa volta, non delude. Sul suggestivo sfondo della Francia di fine anni ’20, in un’atmosfera fiabesca e magica, si muovono due personaggi diametralmente opposti in un susseguirsi di domande, incertezze e stupore, nei quali lo spettatore verrà immediatamente coinvolto. Insomma, è sicuramente l’ennesimo gioiello cinematografico da aggiungere alla splendida filmografia “Alleniana” e che ha già conquistato la vetta della classifica italiana.
Emma Stone e Colin Firth in una scena del film
Inoltre è stata notevolmente apprezzata e lodata proprio l’interpretazione della bellissima attrice Emma, capace di conquistare il pubblico con i suoi grandi e inquieti occhi magnetici, aggiudicandosi moltissimi giudizi positivi da parte della critica.
Allen riguardo allo spunto da cui è nata l'idea del film racconta:
"L'ho avuta scritta su un pezzo di carta da lettere nel mio cassetto per anni. Sapevo che era una buona trama, ma ho continuato a vederla come una cosa moderna e qualcosa che non sembrava fosse proprio giusta per me. Poi, quando mi venne in mente che avrei potuto ambientarla nel sud della Francia degli anni '20, tutto ad un tratto mi è sembrata giusta."
Woody Allen è una figura di spicco nel cinema contemporaneo e proprio per questo è solito trascinare con sé sotto i riflettori gli attori protagonisti di ogni sua pellicola, comprendendoli in quella sorta di sublime aura mistica, intrisa di indiscussa autorità, che lo circonda. Sarà questa l’occasione giusta per Emma Stone per affermarsi come una brillante icona nel mondo della filmografia e prendere posto in quel “paradiso “ di stelle hollywoodiane che hanno scritto la storia del cinema?

Trailer ufficiale di "Magic in the Moonlight"

(fonti http://it.wikipedia.org/wiki/Emma_Stone)

Giorgia Deroma

il potere del bottiglione in discoteca

Nel 2014 il sabato sera nei locali segue delle

regole ed uno schema ben preciso: camicie bianche inamidate per i ragazzi e vestitino per le ragazze, musica rimbombante e vocalist estremamente molesti.
Ma c'è un fenomeno a dir poco sul mistico e relativamente moderno sul quale vorrei soffermarmi: quello del bottiglioni di super alcolici che vengono serviti (rigorosamente quasi solo ed esclusivamente a minorenni) e che portano sempre un gran scompiglio generale nel locale.
Parlo di quelle bottiglie di vodka da 6 litri e circa 1000 l'una che vengono acquistate dai giovanotti che sanno che se offriranno da bere a mezzo locale tutti li adoreranno procramandoli i "re indiscussi della serata". 

La bottiglia arriva sempre accompagnata da candelotti accesi (per farla risaltare agli occhi degli altri), secchielli di ghiaccio e millemila bicchieri.
A questo punto la bottiglia (quella più scenica e famosa è la belvedere illuminant) viene innalzata al cielo come se fosse una coppa e inizia un susseguirsi di bevute a canna.
Da sottolineare il ruolo dello "stappatore" che sarà considerato, per il resto della serata, il "capobranco".


Ma il culto della bottiglia non nasce solo dalla speranza dei ragazzi di risultare i migliori di tutti (e per qualcuno anche di trovarsi una ragazza), ma nasce soprattutto dal cercare dall'imitazione di serie TV, canzoni e personaggi famosi che fanno dello sballo in discoteca la loro maggiore, se non unica, aspirazione.







A conferma di quanto detto ecco il grande successo del "gruppo" milanese più in voga fra i giovani oggi, che purtroppo pare essere tutt'altro che una parodia.



shhsj
emma schiaffino

Torino, tra grattacieli e montagne


C'è chi la vede come una conquista, chi la considera un progresso, chi l'ha combattuta fino alla fine... Fatto sta che la costruzione dei nuovi grattacieli torinesi prosegue inesorabile.Torino non aveva ancora subito l'edificazione di colossi dell'architettura che superassero o rivaleggiassero con la Mole Antonelliana, indiscussa sovrana delle altezze. Lo skyline è rimasto immutato per molti anni, dalle colline dietro la città si  potevano ammirare liberamente e senza ostacoli

le Alpi con il Monviso svettante e maestoso tra  i picchi e il simbolo della città.
Dopo molti anni di lotte e scontri è stata però autorizzata la costruzione del nuovo grattacielo della banca Intesa San Paolo disegnato da Renzo Piano. La Regione Piemonte, nonostante si fosse detta contraria alla deturpazione del panorama, non ha esitato a dare il via anche alla costruzione di un proprio edificio di dimensioni altrettanto spaventose ed imponenti, progettato però da un altro architetto, già noto nella città, Fuksas. In questo modo ha preso vita una sorta di competizione compulsiva per la supremazia sui piani alti, che ai più fantasiosi potrebbe ricordare quella tra l'Empire State Building e il Crysler Building a New York, risoltasi con un inganno da parte di uno dei due progettisti. In una città dallo spazio limitato, come la Grande Mela, si possono capire le continue demolizioni di vecchi edifici a favore di nuovi grattacieli che sfruttano l'altezza ma, a Torino, era proprio necessario intaccare la naturale bellezza e imponenza dello skyline? New York ha fatto dei grattacieli la sua particolarità, noi la nostra la stiamo distruggendo mattone su mattone.


Non si è ancora accennato però a due delle più grandi polemiche sorte prima e durante la costruzione dei due colossi. Una è legata alla domanda che sorge più spontanea: non esistevano già edifici riutilizzabili come uffici? Nessuna struttura come palazzo Nervi (lasciato a cadere in pezzi a pochi passi dalle Vallere) poteva essere convertita in un luogo di lavoro piuttosto che ceduta come sede dell'ennesimo centro commerciale? La risposta sembra essere necessariamente no. La seconda grande polemica, sicuramente la più paradossale, sorta tra la popolazione durante la costruzione del grattacielo della Regione Piemonte, per quanto sembri assurdo ed al limite del verosimile, è stata causata dalla mancanza di una sala all'interno dell'edificio per poter riunire il Consiglio Regionale al completo.
I paradossi di questa faccenda sicuramente stupiscono molto, ma ancora non riesco ad immaginare come sarà salire sul Colle della Maddalena la domenica pomeriggio ad osservare due giganti di vetro che spezzano - e nascondono- il panorama.

Elena Montalenti

Non si fermano le proteste. Die-in nel 'cubo' di Apple di New York.

Manhattan, Fifth Avenue.

Manifestanti sul ponte di Brooklyn
(fonte: La Stampa)
Terza sera di caos per la Grande Mela. Non cessano le proteste per la decisione del Grand Jury di non incriminare l’agente Daniel Pantaleo per la morte di Eric Garner deceduto il 17 luglio scorso. In migliaia si erano già riuniti a Times Square per far propria voce e venerdì sera è avvenuto l’ennesimo episodio di resistenza pacifica. Infatti una frangia dei manifestanti, che protesta chiedendo giustizia per tutti gli afroamericani vittime delle forze dell’ordine statunitensi, ha sorpreso il personale e i clienti occupando lo store Apple del Macy’s a Herald Square e uno dei più celebri punti vendita newyorkesi della famosa Casa di Cupertino, il ‘cubo’ di Apple sulla Fifth Avenue. In seguito hanno inscenato un die-in ovvero la simulazione della morte di chi partecipa (celebri sono quelli del 2003 nel Regno Unito e del 2007 a Washington DC riguardanti la guerra in Iraq) causando un disagio non indifferente mentre un altro corteo partiva dal Rockefeller Center, dove spicca il colossale abete natalizio, con l’obbiettivo  di raggiungere Brooklyn. Lo stato di allerta generale è ai massimi livelli e Manhattan, per timore di nuovi scontri che a New York avevano “fruttato” l’arresto di 83 rimostranti, ha fatto presenziare dalle forze dell’ordine (che respingono i manifestanti con proiettili di gomma, lacrimogeni e percosse) tunnel e ponti mentre le proteste infuriavano anche a Boston, Chicago, Philadelphia, Pittsburgh e Miami.



Eric Garner poco prima di essere arrestato
e ucciso dall'agente Pantaleo
(Fonte: Daily News  nell'articolo è inoltre presente il video dell'arresto e della morte in parte integrale e senza censure. Dunque, la visione potrebbe urtare la sensibilità di chi intende visionarlo.)
 
La situazione si era già dimostrata critica nei giorni precedenti per il proscioglimento dell’agente Darren Wilson,che a Ferguson uccise a colpi di pistola Michael Brown, giovane afroamericano disarmato, e per la delibera del Gran Jury di Staten Island in merito all’uccisione di Eric Garner. Però la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il caso di Phoenix, Ariziona dove Rumain Brinsbon, afroamericano di 34 anni anch’egli disarmato, è stato freddato con due colpi di pistola dopo una colluttazione con l’agente che avrebbe dovuto arrestarlo. In seguito a questo ennesimo episodio di violenza le proteste sono dilagate in diverse città americane.
 
Tuttavia se si pensa che il fenomeno del razzismo sia ancora una questione saliente soprattutto per gli Stati Uniti bisogna guardare anche alla nostra Europa e alla, più o meno vicina, Olanda dove ci si trova divisi tra abolizionisti e tradizionalisti per la ricorrenza di Sinterklass che cade il 5 dicembre. Il nodo della questione, come racconta The Economist, sta nel popolare personaggio di Zwarte Pietz, egli è una sorta di clown con il volto dipinto di nero che aiuta St Nicholas nella distribuzione di dolci e regali. Il personaggio deriva dagli schiavi mori e nonostante gli olandesi di origine africana non l’abbiano mai considerato troppo gradevole è sempre stato simbolo del folklore olandese ma alcuni mesi fa un tribunale ha imposto agli organizzatori della ricorrenza di bandire l’aiutante-clown.
Dunque, nonostante siano trascorsi quasi sessant’anni dalla ribellione di Rosa Parks, attivista statunitense, nota per non aver ceduto il suo posto sull’autobus a un bianco dando così inizio al boicottaggio degli autobus di Montgomery, e nonostante le numerose lotte, le conquiste e le testimonianze del popolo nero (basti pensare a personaggi come Solomon Northup, W.E.B. Dubois e i congressi Panafricani, Martin Luter King o Barack Obama primo presidente afroamericano) non solo gli Stati Uniti si trovano nuovamente schierati in trincea, divisi tra bianchi e neri per la questione razziale.
Eric Holder, ministro della giustizia americana
Dal primo mandato di Barack Obama che parlava del sogno di un’America più equa, al secondo che si prefissava l’obbiettivo della riforma della sanità (essa avrebbe permesso a tutti i cittadini americani di poter accedere ad un fondo di copertura base per le spese mediche) dopo giorni di lunghediscussioni si è giunti ad una svolta decisiva che dalla prossima settimana  affronterà attivamente la questione razziale. Il ministro della giustizia americana, Eric Holder, presenterà le nuove regole che bandiscono su piano nazionale il “racial profiling” (pratica secondo cui sono fondamentali i fattori legati alla nazionalità, religione per determinare intervento delle forze dell’ordine) fatta eccezione per il TSA, Transport Security Administration, e per la CBP, Us Customs and Border Protection che si occupano rispettivamente della lotta al terrorismo e dell’emergenza dell’immigrazione clandestina.

 
Chiara Campanaro

sabato 22 novembre 2014

Senza eserciti niente guerra, senza frontiere nessun clandestino

      
Si sa!
Porta Palazzo è il più grande mercato a cielo aperto dell'intera Europa.
   Un luogo che può e deve essere considerato il fulcro di una società multietnica, ove ci s’imbatte in un crogiolo di etnie e popoli da fare invidia in ogni angolo del globo terrestre: si compra da un indiano, si vende ad un cinese, si impresta ad un marocchino, si regala ad un peruviano, si mangia da un tunisino e ci si riposa da un italiano.
   E' un luogo in cui lo scambio culturale non si ottiene passando “ore” chini sui libri ma si percepisce mediante i 5 sensi: lo si annusa, si gusta, si sente, si vede e si tocca.
   Dietro porta palazzo, ormai da anni è organizzata un'”estate ragazzi” all'interno dell'oratorio di S. Gioacchino, dove i figli degli abitanti della zona hanno la possibilità di trovare persone disposte a spendere il proprio tempo nel regalare loro dei divertimenti, delle compagnie, dei passatempi e degli aiuti per i compiti scolastici. E i bambini, mettendo a frutto la loro tipica ingenuità infantile e giocando con altri ragazzi di etnie diverse, acquisiscono, sin dalla tenera età, una mentalità cosmopolita.
   E' un centro ove le barriere createsi con le diversità del credo e del colore della pelle vengono abbattute dalle risate, dal divertimento e dall'amore, da una battuta del vicino o semplicemente da “una partitella” a calcio.
    In ogni angolo di questo luogo si respira la felicità come fosse aria vitale. Rispetto alle altre “estate ragazzi”, la formazione e l'organizzazione delle varie attività e dei vari animatori sono semplici, basilari ma arricchiti dal desiderio di prestare volontariato e dalla voglia di impiegare il proprio tempo nella costruzione di un futuro policromatico.
    E' sicuramente un'esperienza da consigliare a tutti quei ragazzi in cerca di avventure e di una maturazione più mentale che fisica. Servono a poco le varie specializzazioni o diplomi giacché per affrontare situazioni del genere servono tanto coraggio, forza d'animo, voglia di cambiare il triste “presente – futuro” che si vede dipinto sul volto di ormai tantissimi bambini, ragazzi, adolescenti e giovani.


Il titolo che accompagna il Post riprende una scritta impressa tra le mura di questo mercato.


Dawit Borio

venerdì 21 novembre 2014

Manifestazioni a Tor Sapienza

Si dice che sia stato un tentativo di stupro a far scattare i disordini la scorsa settimana a Roma, più precisamente nel quartiere degradato di Tor Sapienza, ben noto ai Romani per le sue strade pericolose. Ritornando al casus belli, non sarebbe potuta finire diversamente: cassonetti bruciati e scontri per strada hanno fomentato la già sentitissima tensione che continuava da settembre, dopo che un gruppo di extra comunitari aveva attaccato con bastoni, calci e sassi due pullman finendo poi col minacciare le due autiste di stupro.
Delineate le cause in linea generale, occorre parlare degli schieramenti protagonisti: i Romani(in particolare i residenti a Tor Sapienza) e gli immigrati, anche se c'è da dire che le colpe dei disordini vadano spartite anche con i vari sindaci che non hanno affrontato fin da subito tale situazione. I 'piani alti' scaricano le loro responsabilità ai piani ancora più alti(dicono che la Germania abbia il quadruplo delle richieste di asilo rispetto all'Italia, quindi che il problema dell'immigrazione e delle problematiche che ne conseguono non sono loro responsabilità); alcuni immigrati hanno dichiarato che sono venuti in Italia per trovare lavoro, ma non trovandolo si sono trovati costretti a convivere con le varie difficoltà derivanti da tale (grave) mancanza: centri di accoglienza ed extra comunitari come loro che però si guadagnano da vivere con la prostituzione e la cocaina(quindi sotto il loro punto di vista noi oltre a non aver fatto molto per cercar loro lavoro, li attacchiamo discriminando e generalizzando); e poi ci sono i Romani, che sono stufi(giustificatamente a parer mio) di non poter lasciare giocare i propri bambini tranquilli sotto casa, di non poter uscire propriamente di casa tranquilli per la paura di una rapina, o di uno stupro, o di una qualsiasi azione violenta che qualcuno potrebbe commettere,ci sono talmente tanti casi che la paranoia si è un pò radicata negli abitanti tanto da (secondo alcune fonti, come La Stampa) farsi convincere da alcuni gruppi di estrema Destra di professare vero il tentativo di stupro per arrivare solo ed esclusivamente alla guerriglia.
Il risultato di tutto ciò? Tensione a fior di pelle, manifestazioni ricorrenti come non mai e rabbia, una rabbia che da qualsiasi parte esploda farà di sicuro danno visti i dissidi delle ultime settimane.

L' opinione di Casapound
Striscioni degli abitanti del quartiere


Serri Lorenzo