Chi Siamo

Siamo 28 ragazzi della stessa classe che si improvvisano giornalisti del web

#56Chapters

56 articoli, 28 ragazzi, in un solo blog

Infiniti argomenti

Da Lady Gaga alle missioni spaziali, qui troverete di tutto

Non solo notizie

Diamo voce alle nostre idee

lunedì 8 dicembre 2014

Notre Dame de Paris, il ritorno dell'opera dei record?

Locandina del tour.
Il 14 marzo 2002 debuttava a Roma quella che sarebbe diventata la più amata opera popolare della storia italiana, Notre Dame de Paris. Dopo il precedente successo parigino del 1998, l’opera, ispirata al romanzo di Victor Hugo e frutto del genio di Riccardo Cocciante e Luc Plamondon, è andata in scena quasi ininterrottamente per ben dieci anni, conclcudendo il suo lungo viaggio nel settembre 2012 all’Arena di Verona. Poco dopo quest’ultima tappa, David Zard, produttore dell’opera, ha annunciato una pausa minima di cinque anni, durante i quali si sarebbe impegnato in un altro progetto in collaborazione con Cocciante, Romeo e Giulietta-Ama e cambia il mondo, che vede tra i protagonisti il cantattore Vittorio Matteucci, già presente in Notre Dame de Paris nelle vesti ecclesiastiche dell’arcidiacono Claude Frollo.

Cast del musical.
Quasimodo ed Esmeralda.
Il ritorno in scena dell’opera sembrava pressoché impossibile, almeno fino al 9 novembre di quest’anno, giorno in cui l’ex poeta Pierre Gringoire, alias Matteo Setti, ha annunciato sulla sua pagina Facebook “Notre Dame tornerà ad essere parte di me, ma con un nuovo modo di raccontarsi”. A seguito di questa dichiarazione, i fans più affezionati hanno ipotizzato un progetto futuro per far tornare in vita l’opera che ha fatto sognare due milioni di italiani con la sua musica e la sua poesia, ripercorrendo le travagliate storie d’amore che intrecciano i destini del campanaro Quasimodo e della bella Esmeralda. Purtroppo non si hanno ancora fonti certe relative ad un tour in programma nei prossimi anni, sappiamo però che Riccardo Cocciante ha annunciato il suo ritorno sui palcoscenici il 18 agosto 2015. Il celebre cantautore, infatti, tornerà ad esibirsi in un attesissimo live al Gran Teatro Puccini di Torre del Lago, in occasione del quale canterà affiancato dai cast delle sue due opere, Notre Dame de Paris e Romeo e Giulietta-Ama e cambia il mondo.



Giulia Colantonio

CIRKO VERTIGO

Logo Cirko Vertigo

Nel 2002 a Torino nasceva la Scuola di Nuovo Cirko, fondata da Chiara Bergaglio e Paolo Stratta, che proponevano corsi di formazione circense.
Oggi, spostatasi a Grugliasco, la Scuola potrebbe diventare Università. 

Cirko Vertigo è situato nel Parco Culturale "Le Serre", il cuore di Grugliasco, dove oltre alle lezioni e agli spettacoli circensi sono allestiti anche altri eventi culturali.
Gli studenti hanno la possibilità di seguire lezioni all'aperto, a diretto contatto con la natura.
Le strutture sono equipaggiate per le discipline aeree, l'acrobatica e la giocoleria.
Ciò che più può colpire è che una di queste strutture, adibite a palestre, sia un chapiteau: la sua presenza dimostra un rispetto per la tradizione circense.

La Vertigo a colori (Foto M. Mazzei)



La Scuola di Cirko Vertigo, così rinominata, nel corso degli anni ha acquistato importanza a livello internazionale, curando dal 2006 la Direzione Artistica del Festival Internazione del Circo Contemporaneo "Sul Filo del Circo" ed essendo stata coinvolta nel 2006 nel Premiere Party del Cirque du Soleil, che era venuto in Italia per esibirsi nello spettacolo "Alegria".

La Scuola, inoltre, è gemellata con scuole di Budapest, Barcellona, Sion e altri paesi, attraverso lo scambio di insegnanti e allievi.
Molti corsi vengono tenuti da maestri indiscussi dell'arte circense, come Igor Matyushenko, Jay Gilligan e Leo Bassi.

In 12 anni di attività sono stati formati circa 200 giovani, che, dopo aver seguito corsi biennali, per ottenere la laurea hanno dovuto spostarsi all'estero.
Ciò potrebbe non essere più necessario perchè, come viene spiegato in un articolo della Stampa, gli assessori della Regione Piemonte Gianna Pentenero e Antonella Parigi si sono interessate alla Scuola e, con la collaborazione di Paolo Stratta, direttore della Scuola e presidente dell FISAC - Federazione Italiana delle Arti Circensi, si sta cercando di creare una formazione superiore nell'ambito del circo contemporaneo. 
Esiste già un'intesa tra Grugliasco, Torino e Regione, manca soltanto il via libera del governo. Per questo Paolo Stratta si incontrerà a Roma il 15 dicembre con Francesca Barracciu, sottosegretario alla Cultura.

Barbara Soncin



  

L'evoluzione del divertimento in settant'anni

Oggi vorrei parlare del progresso tecnologico dei videogiochi. Per storia dei videogiochi si intende un lasso di tempo lungo oltre mezzo secolo segnato da sviluppo e innovazione, con una evoluzione divenuta parte integrante della vita sociale.
Negli Anni '80 vennero lanciati i primi "sparatutto a scorrimento"; inoltre entrò in commercio "Pac-man", destinato a diventare uno dei titoli più famosi di tutti i tempi.
Il primo gioco venne creato nel 1947, era utilizzabile attraverso un tubo catodico, ma a causa del costo di produzione elevato non venne mai messo in commercio. Ci vollero trent'anni di lavoro e di esperimenti per arrivare a realizzare prodotti commerciabili. Ma fu subito polemica: nel 1976 il gioco "Death Race" che aveva come obiettivo quello di colpire con l'auto alcuni oggetti individuabili come pedoni sollevò contestazioni da parte dell'opinione pubblica e una naturale diffidenza.
Il gioco "Pac-man"
La vera evoluzione nel decennio successivo con la quarta generazione e il successo di uno dei nomi più conosciuti a livello mondiale: il Super Nintendo inaugurò la diffusione delle console, dalle quali nacquero quelle portatili come il Game Boy. E nel 1994
Final Fantasy VI introdusse elementi innovativi quali eventi alterabili in base alle scelte dei giocatori.
Fu il segnale di battaglia tra i grandi marchi pronti a entrare sul mercato dei videogiochi: la Playstation della Sony segna la quinta generazione e nella sesta entra in competizione anche la Microsoft, ma la playstation 2 straccerà la concorrenza diventando la macchina più venduta di tutti i tempi fino al 2012 quando fu superata dal Nintendo DS, inventata verso la seconda metà del 2000 e dotata di un Touch screen. Nella settima nascono anche la PlayStation Portable (per fare concorrenza al Nintendo DS), il Nintendo Wii, dotato di un sistema di controllo basato sul movimento, l'xbox 360 e la PlayStation 3, che attualmente detiene il record di vendite.
Con l'ottava generazione sono arrivati il Nintendo 3DS e la PS vita.
Nel 2013 la Sony e la Microsoft presentano rispettivamente la PlayStation 4 e l'Xbox One , dotate di prestazioni grafiche sbalorditive con un realismo unico.
I giochi più venduti sono:

-Fifa 15
con oltre 5 milioni di vendite in 3 mesi scarsi
di cui 2,20 per PS4 e oltre 600mila per Xbox One.














-Assassin's Creed Unity
La serie ha venduto oltre 74 milioni. Quest'ultimo è uscito da quasi un mese e promette già un gran numero di vendite.











                                                                                           Brian Torre






Barriera si prende la sua rivincita

Il logo di B.Art, il bando internazionale
di arte pubblica in Barriera di Milano
Siete mai stati in Barriera di Milano? Quartiere di Torino multietnico e dalle caratteristiche uniche a pochi minuti dal centro storico che rimane tuttavia ricordato per l'architettura spoglia che poco lo valorizza. Gli edifici storici, di altezze altalenanti, sembrano soffocati dai condomini anonimi che avanzano prepotenti fin dall'espansione industriale del secondo dopo guerra.
Proprio per venire incontro a questo bisogno di "bellezza" architettonica, il comitato Urban Barriera di Milano ha indetto un bando di arte pubblica con lo scopo di attirare idee innovative di artisti emergenti per riprogettare insieme l'estetica del quartiere. Il vincitore del concorso ha la possibilità di mettere la sua arte al servizio della zona attraverso tredici facciate cieche secondo un unico concept, donando al quartiere una maggiore uniformità, perlomeno artistica.
Una giuria di esperti ha individuato i quattro finalisti fra gli ottantaquattro partecipanti italiani, europei ed extraeuropei, i quali sono stati ulteriormente sottoposti al giudizio di una giuria di territorio composta prevalentemente dagli abitanti degli edifici che hanno messo a disposizione le facciate.
Alla fine è stato decretato vincitore Francesco Giorgino, in arte Millo, brillante artista e giovane architetto di origine pugliese, che abbiamo avuto occasione di intervistare. Essendo costretto a Roma per motivi lavorativi, non è stato possibile allo street-artist incontrarci di persona pertanto ha risposto in modo esauriente alle nostre domande telefonicamente.

 
Le posizione delle tredici facciate cieche in barriera di Milano che ospitano le opere di Millo

Millo si presenta come un artista "di pancia" che dipinge da sempre e su qualunque superficie fin dalla tenera età, per questa ragione gli è impossibile concepire se stesso separato dalla sua Arte, passione diventata impiego nel corso degli anni, evoluzione professionale che non è stata dettata da una vera e propria scelta, quanto piuttosto da una vocazione interiore. Inoltre sostiene che lavorare in grandi città europee come Londra sia stata per lui un'esperienza illuminante, sia sotto il profilo umano, trovandosi ad interagire con culture differenti, sia sotto il profilo personale, cercando di spingere la sua arte verso nuove frontiere ancora inesplorate.
"Di sicuro,di queste incursioni estere custodisco bellissimi ricordi e tanti insegnamenti, che ad oggi hanno fatto di me il Millo che sono!"
A proposito del fatto che abbia dovuto creare 13 opere in soli due mesi sotto la costante pressione di una serrata scaletta da seguire, durante l'intervista l'artista, nonostante il rischio di rimaner paralizzato davanti all'enorme mole di lavoro, ci confessa: "Il progetto B.Art è stata davvero la sfida più incredibile della mia carriera". Il progetto che ha presentato si intitola HABITAT e cerca in qualche modo di interpretare i tratti comuni delle periferie delle metropoli contemporanee, indistintamente dalla loro posizione geografica, siano esse anonime, spropositatamente grandi, potenzialmente infinite, fuori scala e non a misura d'uomo. Sicuramente sta allo spettatore immaginare e proiettare su di esse le proprie idee ed interpretazioni.
"È all'interno di questa trama che i mie personaggi prendono vita, anche loro fuori scala e un po' goffi in questa città-mondo"
Alla domanda: "Il progetto sta riscuotendo notevole successo tanto da permettere l'organizzazione di vari tour B. Art alla scoperta delle sue opere; come si sente ad aver dato la sua personale firma ad un intero quartiere?", Millo risponde che è stata un'esperienza molto intensa e faticosa che sicuramente gli ha dato modo di crescere ulteriormente, di lavorare su dimensioni molto più grandi rispetto a quelle cui era abituato e di sperimentare nuovi linguaggi come l'uso del colore in piccole dosi.
In Barriera lo street-artist si è sentito a casa soprattutto grazie alla comunità variopinta del quartiere, composta anche da pugliesi che durante l'ultimo secolo, come ci dice confidenzialmente Millo stesso in dialetto, sono "emigrati allu nord pi' fatiari 'ntra li fabbrichi".
Osservando che nei suoi murales si possono notare elementi ricorrenti positivi -mongolfiere, aeroplani, laghetti- ma anche un'atmosfera generale opprimente e caotica, ci si chiede se nel complesso voglia trasmettere una visione ottimistica o pessimistica dell'urbanizzazione e del problematico rapporto uomo-città. L'artista inaspettatamente rivela che non esiste un'interpretazione giusta ed universale delle sue opere quanto piuttosto esiste ciò che in quel momento ognuno di noi sente il bisogno di vedere.

E dopo aver dipinto 13 murales, dopo averci regalato una splendida intervista, Millo conclude allegro con la frase: "Posso dirmi davvero soddisfatto, di me e del ricordo che lascerò a Barriera".



Presentazione delle opere di Millo in un video amatoriale (Credits: Giorgia Deroma e Anisia Gallo)


Anisia Gallo e Giorgia Deroma

L'avvocato di Breaking Bad va a vivere da solo


Che Soul Goodman, l’avvocato penalista di Walter White, si staccasse da Breaking Bad per diventare un personaggio con una storia a sé lo si sapeva già da tempo, prima ancora che finisse la fortunata serie televisiva creata da Vince Gilligan. E ovviamente lo spin off si farà: titolo Better call Soul (‘conviene chiamare Saul’), la frase con cui l’avvocato interpretato da Bob Odenkirk attira i clienti in Breaking Bad. E si farà col preciso intento di raccontare la vita ante Walter White di questo simpaticissimo avvocato moderno azzeccagarbugli. Lo spin off andrà in onda a febbraio sulla rete via cavo Amc. E si farà non solo per sfruttare l’onda lunga del successo di Breaking Bad; il personaggio di Saul è infatti già di per sé decisamente allettante visto che nella serie di culto aveva una vita propria, schizofrenica, al limite del legale. E, ovviamente, borderline. Perfetta, insomma, per essere raccontata.
Bodoardo Matteo

il potere del bottiglione in discoteca

Nel 2014 il sabato sera nei locali segue delle

regole ed uno schema ben preciso: camicie bianche inamidate per i ragazzi e vestitino per le ragazze, musica rimbombante e vocalist estremamente molesti.
Ma c'è un fenomeno a dir poco sul mistico e relativamente moderno sul quale vorrei soffermarmi: quello del bottiglioni di super alcolici che vengono serviti (rigorosamente quasi solo ed esclusivamente a minorenni) e che portano sempre un gran scompiglio generale nel locale.
Parlo di quelle bottiglie di vodka da 6 litri e circa 1000 l'una che vengono acquistate dai giovanotti che sanno che se offriranno da bere a mezzo locale tutti li adoreranno procramandoli i "re indiscussi della serata". 

La bottiglia arriva sempre accompagnata da candelotti accesi (per farla risaltare agli occhi degli altri), secchielli di ghiaccio e millemila bicchieri.
A questo punto la bottiglia (quella più scenica e famosa è la belvedere illuminant) viene innalzata al cielo come se fosse una coppa e inizia un susseguirsi di bevute a canna.
Da sottolineare il ruolo dello "stappatore" che sarà considerato, per il resto della serata, il "capobranco".


Ma il culto della bottiglia non nasce solo dalla speranza dei ragazzi di risultare i migliori di tutti (e per qualcuno anche di trovarsi una ragazza), ma nasce soprattutto dal cercare dall'imitazione di serie TV, canzoni e personaggi famosi che fanno dello sballo in discoteca la loro maggiore, se non unica, aspirazione.







A conferma di quanto detto ecco il grande successo del "gruppo" milanese più in voga fra i giovani oggi, che purtroppo pare essere tutt'altro che una parodia.



shhsj
emma schiaffino

La musica non è una cosa seria

In occasione del concerto tenutosi il 22 Novembre all'Hiroshima Mon Amour, locale di Torino famoso per accogliere gruppi emergenti (solitamente italiani), la band bolognese Lo Stato Sociale ha avuto modo di incontrare i suoi fan torinesi e di promuovere il suo nuovo album, L’Italia Peggiore, uscito il 2 Giugno e già presentato attraverso una serie di incontri per tutta l’Italia, compreso uno alla Feltrinelli di Porta Nuova nella nostra città.

Il gruppo, definito da Wikipedia “indie rock”, è in realtà un mezzo che cinque ragazzi di Bologna hanno trovato per sfogare le proprie insoddisfazioni riguardanti la politica del nostro Paese e gli amori non corrisposti, le speranze per il loro futuro e i sogni che, come tutti noi, conservano gelosamente nei loro cassetti, senza mai definirsi portavoci di un determinato genere musicale, ma semplicemente esprimendo le grida di una generazione.

Lo Stato Sociale nasce nel 2009 da tre dei cinque attuali componenti,  ed esordisce con il suo primo cd Turisti della Democrazia, che riscuote un notevole successo, soprattutto grazie ad alcuni singoli come Abbiamo vinto la guerra e Sono così indie

La band era già apparsa a Torino in due occasioni quest'anno: la presentazione sopracitata de L'Italia Peggiore e un concerto alla Scuola Holden a fine Luglio, in occasione del tour estivo. 

Nonostante il già numeroso pubblico del primo concerto, nel secondo si è raggiunto il sold out (come in quasi tutte le date di questo tour invernale), probabilmente grazie alla consistente attività e conseguente pubblicità della loro pagina Facebook. Un'importante contributo pubblicitario è stato anche dato dall'uscita di alcuni video ufficiali di singoli dell'ultimo album, di cui uno è stato anche oggetto di un articolo sul sito del giornale nazionale La Repubblica.



In così poco tempo ha conquistato l'affetto di così tanto pubblico: per cinque ragazzi che alla fine dei loro concerti si mescolano al pubblico e chiacchierano come al bar sarebbe impensabile, ma Lo Stato Sociale, grazie al suo carisma, la sua disponibilità e le sue canzoni piene di vita, ce l'ha fatta.

Beatrice Botta e Laura Novellino